iKey-11 - Anno 2020

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6 52 54 56 58 60 62 Security News Focus Coronavirus Soluzioni per il retail Checkpoint Systems: pronti per la Fase 2 L’Intervista Gianluca Cerlini Presidente Ersi Investire nella cultura della sicurezza Speciale Covid-19 Avanti tutta! Ferramenta Le interviste a otto punti vendita specializzate in sicurezza Distributori Dfl, Machieraldo, Malfatti&Tacchini, A.P.Fer, Aziende Team Network, Mottura, Marco Polo, Cipierre, Kapriol iKey c’è e ci sarà Digital Retail Osservatori.net La Fase 2 nel retail 8 13 16 28 18 37 46 48 iProtagonisti L’Arte della Chiave Sice Tech Keyline Malfatti&Tacchini Mottura Disec

SOMMARIO numero n.11 - 2020 7

8 SICUREZZA SUL POSTO DI LAVORO Si chiama Smart Proximity e rappresenta una delle soluzioni per la sicurezza sul lavoro nel periodo post-quarantena. È stata realizzata dall’azienda Engineering ed è una piattaforma integrata che analizza, monitora e prevede comportamenti a rischio del personale sul luogo di lavoro, intervenendo in tempo reale con messaggi di warning agli operatori che superano le opportune distanze di sicurezza. Ogni operatore è dotato di un sensore di prossimità wearable (Proximity Sensor), per esempio un bracciale, che si relaziona con uno o più sensori nelle vicinanze inviando e ricevendo informazioni. I dati generati vengono inviati a un server, che crea un grafo di relazioni e monitora in tempo reale il rispetto delle distanze tra il personale (Proximity Monitor). Quando due sensori registrano il superamento della distanza di sicurezza in uno specifico intervallo di tempo tra due operatori, segnala loro (Proximity Messaging) la criticità con vibrazione, led o suono. L’analisi dei dati (Proximity Analytics) consente di intervenire preventivamente e proattivamente per garantire la sicurezza di tutti gli operatori. LA NUOVA NORMA TECNICA ITALIANA PER I PRODOTTI ANTIEFFRAZIONE Il 2 aprile 2020 è stata pubblicata dall’UNI la norma tutta italiana sulle chiusure tecniche antieffrazione, la UNI 11781:2020 “Porte pedonali, finestre, facciate continue, inferriate e chiusure oscuranti - Resistenza all’effrazione - Istruzioni e raccomandazioni per l’applicazione della UNI EN 1627, UNI EN 1628, UNI EN 1629, UNI EN 1630”. La UNICMI, Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche, dell’Involucro e dei serramenti, ha partecipato al gruppo di lavoro dedicato alla UNI/CT 33/GL 12, ha così commentato la nuova norma. La UNI 11781:2020 si applica a porte pedonali, finestre, porte finestre e facciate continue, inferriate e chiusure oscuranti. Sono esclusi dal campo di applicazione della norma: porte e cancelli industriali, commerciali e da garage, così come trattati dalla UNI EN 13241, tentativi di manipolazione ed effrazione contro dispositivi di sicurezza elettrici, elettronici o elettromagnetici, tentativi di manipolazione con destrezza contro accessori (serrature, cilindri, ecc.). La nuova norma amplia la classificazione già esistente per ricomprendere e valorizzare i prodotti del mercato che ad oggi hanno qualità superiori rispetto a quelle considerate dalle norme europee. Viene così introdotta una nuova classificazione per i prodotti più performanti, tramite l’aggiunta nella classificazione alla tradizionale classe RC prevista dalla UNI EN 1627, la lettera “S”, che indica il livello di prestazione “superiore” garantito dal prodotto, rispetto alla classificazione delle norme europee. Si aggiungono così 6 nuove classi di resistenza all’effrazione, che si uniscono alle altre 6 classi già esistenti: la classe RC4S ad esempio sarà la classe intermedia tra la classe RC4 e RC5. Infine, la norma riporta i prospetti riassuntivi relativi all’interdipendenza tra classi di resistenza all’effrazione e i requisiti della ferramenta impiegata. DETRAZIONE ANTIFURTO E ALLARMI 2020 Tra le detrazioni fiscali confermate ancora per tutto il 2020 c’è anche la detrazione fiscale al 50% per le spese di installazione di un impianto di antifurto e allarme, intervento che rientra nel bonus ristrutturazioni 2020 che prevede, appunto, una detrazione fiscale del 50% da ripartire in dieci quote annuali. Possono usufruire della detrazione antifurto e allarme 2020 tutti i contribuenti assoggettati all’Irpef, tra proprietari e titolari di un diritto reale di godimento dell’abitazione in cui viene installato l’impianto. Le detrazioni valgono per le seguenti spese: installazione impianto di antifurto con centralina e rilevatori; realizzazione di un sistema di videosorveglianza con telecamere; montaggio di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti; spese per la progettazione e per le altre prestazioni Security News

9 professionali connesse; spese per l’acquisto dei materiali; Iva; compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti; lavori di manutenzione, ordinaria e straordinaria, realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata per cui è prevista l’Iva ridotta al 10%. La detrazione per l’installazione di antifurto e allarmi 2020 è pari al 50% per un importo massimo di spesa di 96mila euro. Il bonus detrazioni antifurto e allarmi 2020 si può, dunque richiedere quando si sostiene una delle spese sopra riportate ma, è bene precisarlo, non vale mai per i contratti stipulati con le agenzie di vigilanza. TENDENZA SMART BUILDING In Italia il mercato degli Smart Building, ossia il sistema per cui gli impianti, il consumo energetico, il comfort e la sicurezza degli occupanti presenti in un edificio sono gestiti in modo intelligente ed automatizzato attraverso l’adozione di un’infrastruttura di supervisione, sembra promettere crescite importanti con ricadute significative sui moltissimi comparti che vi ruotano attorno. Da quello dell’Energy (con particolare focalizzazione su efficienza energetica e monitoraggio energetico), a quello della Sicurezza (controllo accessi, riconoscimento identità, videosorveglianza, comfort – che comprende l’illuminazione, ecc.), passando per l’integrazione dei sistemi e il facility management. La conferma arriva dallo Smart Building Report 2019 (pubblicato a febbraio 2020) dell’Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano. ABODE SMART SECURITY KIT È IL MIGLIOR SISTEMA DI SICUREZZA FAI-DA-TE DEL 2020 Abode, brand del gruppo Niceper la Home Security all-in-one, è stato selezionato dalla Tom’s Guide come miglior sistema di sicurezza “Do-It-Yourself” del 2020. Disponibile negli Stati Uniti, e prossimamente anche in altri paesi, tra le varie soluzioni Abode offre anche Smart Security Kit, uno dei pacchetti di sicurezza per la casa, o piccole imprese, più efficienti in termini di costi e benefici: l’ideale per tutti coloro che vogliono installare in autonomia un sistema di sicurezza domestico, grazie al gateway è capace di integrarsi con dispositivi intelligenti della casa come lampadine, serrature, sfruttando i principali protocolli della Smart Home. Ancora, tra i prodotti di punta di Abode presentati nello stand del gruppo Nice al CES, e posizionata quinta in classifica nella Tom’s Guide, si trova Iota. Dispositivo di sicurezza domestica allin-one, iota è il primo sistema di sicurezza fai da te ad ottenere la compatibilità con HomeKit.Iota, che è dotato di telecamera HD integrata e sensore di movimento, offre la possibilità di interagire vocalmente da remoto con le persone presenti in casa, mentre via App si visualizza in streaming dalla telecamera ciò che sta avvenendo in tempo reale. Iota di Abode può essere utilizzata come soluzione stand alone o integrata con i sistemi di sicurezza della casa esistenti. Per fornire agli utenti maggiori funzionalità, inoltre, il sistema di allarme wireless integra i più importanti protocolli Smart Home. Security News

10 GEWISS: PIÙ FORTI CHE MAI Paolo Cervini, CEO di GEWISS Group, ha reso pubblico un comunicato che rappresenta un messaggio di speranza in questa emergenza sanitaria. Ecco alcuni passaggi. “Per assicurare il supporto di tutta la filiera che opera al servizio di questa emergenza, GEWISS ha scelto di mantenere attivi tutti i servizi considerati indispensabili, affinchè chi fa affidamento sulle nostre soluzioni, sui nostri servizi e sul nostro lavoro possa farlo in totale sicurezza, anche durante questo periodo. Pertanto, oltre ad avere impresso un’accelerazione al processo già in atto di digital trasformation privilegiando modalità di smart working per tutte le funzioni non produttive, abbiamo messo in sicurezza il personale e tutte le strutture (uffici, reparti produttivi e logistici) attraverso misure ed azioni di prevenzione aggiuntive rispetto a quelle previste dalle Autorità. Per questa ragione, in questo delicato frangente siamo particolarmente orgogliosi di mettere a disposizione di tutti i nostri clienti le nostre soluzioni e i nostri servizi, affinchè possano essere utili per la gestione delle funzioni vitali delle strutture che sono impegnate a combattere l’emergenzaA tutti Noi di GEWISS, va dunque il mio incoraggiamento ad andare avanti con la tenacia, la professionialità e la determinazione che ci appartengono.Vi rivolgo infine il mio invito a rimanere uniti, coesi e reciprocamente solidali. Perchè solo attraverso l’unità, la coesione e un rinnovato senso di appartenenza, potremo ripartire con slancio e convinzione.” MISURE SPECIALI PER LA FILIERA DELLA STAMPA / CORONAVIRUS Le misure speciali per affrontare le difficoltà economiche legate al Coronavirus riguardano anche la filiera della stampa. Il Decreto Rilancio del 13 maggio 2020 aumenta il valore del bonus pubblicità che verrà concesso nella misura unica del 50% (rispetto al 30% previsto dal “Cura Italia”) del valore di tutti gli investimenti effettuati (e non più entro il 75% dei soli investimenti incrementali), nel limite massimo di spesa di 60 milioni di euro stabilito ai sensi del comma 3 dell’articolo 57-bis e le nuove domande potranno essere presentate tra il 1° ed il 30 settembre 2020. Restano valide le domande già presentate tra il 1° e il 31 marzo 2020. DECRETO LIQUIDITÀ: COME RICHIEDERE IL PRESTITO/CORONAVIRUS Il Ministero dello Sviluppo economico (MISE), subito dopo aver ottenuto il via libera della Commissione UE, ha pubblicato il modulo per richiedere la garanzia fino a 25 mila euro (la cifra che si può richiedere è comunque pari al 25% del fatturato 2019, quindi è inferiore se il fatturato è sotto i 100 mila euro). Si tratta del cosiddetto Decreto Liquidità, rivolto alle piccole e medie imprese italiane (anche artigiani, autonomi e professionisti). Il modulo è disponibile online sul sito www.fondidigaranzia.it/ (o, se non raggiungibile, sul sito del MISE). Il soggetto interessato dovrà compilarlo e inviarlo via e-mail (anche non certificata) alla banca o al confidi al quale si rivolgerà per richiedere il finanziamento. “Per avere i 25mila euro di prestito garantiti al 100% dallo Stato”, ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, “basterà dimostrare di avere una partita Iva e l’ultima dichiarazione dei redditi presentata o il pagamento delle imposte. In questo modo automaticamente la banca farà l’anagrafica e potrà erogare il prestito perché la garanzia è automatica e la procedura della valutazione della banca non c’è perché la garanzia dallo Stato è piena”. Security News

11 LIBERAMENTE SCARICABILI LE NORME UNI PER COMBATTERE IL CONTAGIO/COVID-19 Uni mette a disposizione degli utenti, che possono liberamente scaricabili dal sito, le 15 norme tecniche che definiscono i requisiti di sicurezza, di qualità e i metodi di prova dei prodotti indispensabili per la prevenzione del contagio da COVID-19. Si tratta di maschere filtranti, guanti e occhiali protettivi, indumenti e teli chirurgici le cui caratteristiche tecniche ora sono liberamente accessibili in modo da facilitare le scelte di acquisto da parte delle pubbliche amministrazioni e la riconversione produttiva da parte delle imprese. In questo momento, istituzioni, imprese e università stanno facendo sistema per attivare tutte le possibili misure di contenimento dell’emergenza COVID-19 e di sostegno alla cittadinanza; inoltre – anche grazie alla “legislazione di emergenza” (i vari DPCM, il decreto Legge “Cura Italia”) e ai bandi di approvvigionamento regionali - le aziende stanno riconvertendo la propria produzione e la pubblica amministrazione sta investendo milioni di euro per il rifornimento di tutto ciò che serve per allestire nuove strutture sanitarie e per combattere meglio il virus in quelle esistenti. www.uni.com DFL PRESENTA LA NUOVA LINEA DI SCARPE PER IL LAVORO A MARCHIO GRIFON La sicurezza è importante, necessaria quando si tratta di proteggerci durante lo svolgimento del lavoro. Proprio riflettendo su questo concetto, DFL ha deciso di immettere sul mercato con il marchio Grifon la nuova linea di scarpe antinfortunistiche. Nate dall’esperienza maturata nella vendita di articoli antinfortunistici e da collaborazione di laboratori qualificati, al momento verranno immessi sul mercato due modelli: Elgon, realizzato in pelle pigmentata sia nella versione alta che bassa e Golem disponibile solo in versione bassa e realizzata in pelle scamosciata. Entrambi i modelli sono certificati secondo la norma UNI EN ISO 20345:2011, saranno disponibili in varie misure e nelle colorazioni che vanno dal nero al grigio. Pensate per essere indossate quotidianamente, sono perfette grazie ai vari livelli di sicurezza, per cantieri edili, per magazzini, depositi o in ogni luogo sia richiesto l’obbligo di indossare indumenti di sicurezza; le scarpe della Grifon si distinguono anche per il packaging unico, curato in ogni dettaglio e dal forte impatto visivo. La suola antiscivolo, certificata SRC è realizzata in poliuretano con rilievi, resistente ad idrocarburi ed accoppiata ad una lamina in acciaio a totale copertura per le forature accidentali, inoltre la zona del tallone è realizzata a celle chiuse per migliorare il livello di assorbimento di energia cosi da ottenere un elevato livello di confort. Le nuove scarpe della Grifon hanno tutte il plantare estraibile e sono garantite le alte proprietà antistatiche. Security News

12 GLI ITALIANI IL LOCKDOWN: GFK TRACCIA L’IDENTIKIT DEL CONSUMATORE A febbraio GfK ha attivato un tracking settimanale per misurare gli effetti del Coronavirus sugli stili di vita, le abitudini e le strategie di consumo degli italiani. I risultati riferiti alla prima settimana del lockdown mettono in evidenza un consumatore in costante e rapida evoluzione. Crescono le preoccupazioni degli italiani, sia quelle connesse alla diffusione del Coronavirus (+11%) sia quelle per la situazione economica attuale e futura. I consumi si concentrano sempre di più sui beni essenziali. L’importo medio della spesa cresce del +26% e si fanno acquisti più attenti, per evitare di dover tornare spesso in negozio. Si annullano le differenze tra giorni infrasettimanali e sabato (solitamente il più importante per la spesa) a cresce ancora la penetrazione del canale online (+16%). L’isolamento forzato in casa sta cambiando sicuramente anche il modo in cui gli italiani si rapportano con i brand. Rispetto alle prime settimane, GfK registra un giudizio maggiormente positivo sulla Distribuzione, mentre le Aziende sono sempre viste come poco attive, poco vicine. Mai come oggi i consumatori chiedono ai Brand una maggiore capacità di entrare in sintonia con il sentiment del momento. Rimane da capire cosa cambierà quando tutto questo sarà finito: le Aziende avranno a che fare con un consumatore “posttraumatico”, con nuove abitudini di consumo, nuove paure, nuovi stili di vita e desideri inespressi che verranno a galla alla fine della quarantena. Anima ConfindUstria lancia #siamopronti #fabbricasicura In questo delicato momento di lockdown, che sta mantenendo ferme le attività produttive, le aziende della meccanica italiana hanno lavorato per mettere in sicurezza i propri stabilimenti, spesso con misure ancora più stringenti di quelle richieste dal “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” firmato lo scorso 14 marzo, poi integrato il 24 aprile 2020. La meccanica è, quindi, pronta alla Fase 2. Anima Confindustria ha deciso, in questo contesto, di promuovere una campagna di comunicazione per sostenere questo messaggio: le aziende della meccanica sono pronte per riaprire in sicurezza i propri stabilimenti. Le singole aziende stanno pubblicando sui propri profili Social video e fotografie che raccontino il lavoro svolto per la messa in sicurezza degli stabilimenti. Per dare voce a questo messaggio e per seguire la campagna è possibile utilizzare gli hashtag #siamopronti e #fabbricasicura. Per chi volesse partecipare, Anima invita a taggare nei post i profili ufficiali della Federazione, per rinforzare il messaggio. Security News

13 iKey: Come ci si attrezza per la Fase 2? A.C: Essere pronti alla Fase 2 è la parola d’ordine oggi per tutte le aziende e non rischiare di arrivare impreparati è la regola. L’OMS, come del resto il Governo, stanno lavorando sulla definizione di precise regole da rispettare per permettere al motore Italia di ripartire, seppur con ritmi e modalità diverse per settori e comparti. Tra queste, è ormai assodato che verrà imposto a qualunque azienda l’obbligo di prevedere sistemi di contingentamento persone, di misurazione della febbre e, ovviamente, l’utilizzo di dispositivi di protezione personale. È stato scritto anche che la Fase 2 significherà code e turni per ogni attività e, se ciò aiuterà l’Italia a ripartire, noi di Checkpoint non possiamo che cogliere con entusiasmo la sfida per cercare di fare la nostra parte sia nei confronti dei nostri collaboratori che dei nostri clienti. Nell’ambito di tutte Checkpoint Systems: pronti per la Fase 2 Contingentamento e termo misurazione diventano smart: il commento di Alberto Corradini, Business Unit Director Italy di Checkpoint Systems, azienda specializzata in sistemi di sicurezza e soluzioni per il retail. > Focus coronavirus Soluzioni per il retail

14 quelle che sono le prescrizioni normative e i suggerimenti che stanno emergendo dalle imprese stesse, riguardo alla gestione del Covid-19, siamo ovviamente in prima linea per quanto concerne la tecnologia per i primi due aspetti. Abbiamo monitorato negli ultimi due mesi una precisa evoluzione delle esigenze del mercato soprattutto, infatti, sotto questi due punti di vista, e lavorato intensamente alla progettazione e produzione, per fornire una serie di sistemi sofisticati che oggi si stanno già dimostrando fondamentali nel gestire l’emergenza pandemica. Ciò non solo nel Retail, nostro settore di principale focus, bensì ormai in tutti i contesti che includano qualsivoglia luogo di aggregazione e quindi rendano necessario attuare misure di contingentamento. iKey: Parliamo nello specifico dei negozi… A.C: I retailer non si sono mai fermati e quindi, l’esperienza di adeguamento di strutture e comportamenti interni può essere un utile riferimento globale. Garantire l’esperienza d’acquisto nei negozi, senza compromessi in termini di rispetto delle regole e sicurezza del Focus coronavirus personale e dei clienti, è ciò che già rendiamo possibile con le nostre tecnologie di controllo presenze e termo misurazione. iKey: Cosa propone Checkpoint Systems? A.C: I proprietari dei punti vendita hanno già iniziato da tempo a limitare il numero di clienti presenti contemporaneamente all’interno di un punto vendita, ma molti hanno scelto >

15 più persone e di individuare solo quella che ha la febbre, da una distanza di 3 metri. Lo fa grazie all’Intelligenza Artificiale integrata. La certezza di sicurezza per le persone deriva dal fatto che un avviso arrivi in tempo reale tramite tablet o desktop agli addetti al controllo, che possono quindi prendere decisioni immediate per la sicurezza di tutti. iKey: Ma l’esigenza di misurare la temperatura alle persone ad oggi è limitata a certi contesti? A.C: Oggi non esiste ancora nessun vero obbligo di legge, infatti, ma desideriamo sensibilizzare le imprese italiane sul fatto che sia prioritario per ripartire e mantenere la propria competitività in questo frangente economico caratterizzato da una criticità senza precedenti, cominciare a pensare concretamente di mettere in campo le misure necessarie oggi, perché farlo domani significherà essere in un disastroso ritardo. di gestire tutto questo in modo semplice, automatico ed efficace al 100%, con il nostro sistema all’avanguardia SmartOccupancy per la regolazione del flusso di persone all’interno di spazi delimitati. Una serie di sensori integrati nei varchi conteggia in tempo reale entrate e uscite e genera alert visivi ed acustici che consentono al gestore di bloccare il flusso di persone al raggiungimento di soglie preimpostate. Gli addetti al controllo degli ingressi possono visualizzare i dati raccolti dal sistema direttamente su un tablet, oppure su un portale web ed il cliente del punto vendita ha la certezza di entrare in un luogo sicuro nel momento in cui vede semplicemente aprirsi un cancelletto in automatico, o comparire un semaforo verde su un display predisposto all’ingresso. iKey: Ma come incrementare il distanziamento sociale all’interno dei punti vendita? A.C: Il nostro sistema SmartTemperature contribuisce al mantenimento del distanziamento sociale, imposto dalla normativa e lo fa in maniera scientifica, attraverso il rilevamento a distanza della temperatura del singolo utente/cliente in fase di accesso in qualunque luogo delimitato. L’utente viene bloccato automaticamente nel caso presenti stati febbrili e quindi rappresenti un potenziale portatore di agenti patogeni. Un sensore termografico integrato nella soluzione è in grado di riprendere contemporaneamente Soluzioni per il retail Checkpoint Systems è un’azienda specializzata in soluzioni di disponibilità della merce nel settore Retail, che comprendono la prevenzione delle perdite e la visibilità della merce. Checkpoint, una divisione di CCL Industries (multinazionale specialista in etichettature e packaging per grandi aziende, piccole imprese e consumatori), fornisce soluzioni end-to-end che permettono ai retailer di ottenere una migliore accuratezza dell’inventario, in tempo reale, velocizzare il ciclo di rifornimento delle scorte, prevenire i casi di disassortimento e ridurre i furti, migliorando, quindi, la disponibilità della merce sugli scaffali e l’esperienza del cliente. Le soluzioni Checkpoint si basano su 45 anni di esperienza nel settore della tecnologia a radio frequenza, su soluzioni antifurto innovative e di prevenzione delle perdite, su hardware e software RFID leader di mercato e su funzionalità di etichettatura complete, per etichettare, proteggere e tracciare la merce dalla fonte allo scaffale. I clienti Checkpoint beneficiano dell’aumento delle vendite e dei profitti grazie all’implementazione delle soluzioni di disponibilità della merce, che permettono al prodotto giusto, di trovarsi al posto giusto, quando i clienti sono pronti ad effettuare l’acquisto. www.CheckpointSystems.it A proposito di Checkpoint Systems

iKey: Eravamo rimasti a Rocco Fusillo come Presidente… G.C.: Ha ragione, ma la spiegazione è semplice. Ogni cinque anni c’è il rinnovo di tutte le cariche sociali, dalla presidenza ai vari organi, fino ai referenti dei Capitoli, ossia delle tante realtà presenti al nostro interno come Enti ed Istituzioni, Aziende Fabbricanti e Distributori, Sistemi Elettronici e soprattutto Serraturieri. Questi ultimi, che rappresentano la vera anima della nostra Associazione, sono suddivisi a loro volta in varie “specializzazioni” per seguire percorsi formativi dedicati. Ogni Capitolo, come ho detto, ha un proprio referente e Rocco Fusillo oggi ricopre l’incarico di referente del Capitolo Serrature. Per quanto mi riguarda, dopo aver ricoperto per due volte consecutive l’incarico di referente Capitolo Sistemi Elettronici, ho voluto cogliere l’opportunità di candidarmi alla presidenza, riuscendo nell’intento con molto orgoglio. Le elezioni sono state ad ottobre 2019, ma tutti gli incarichi hanno cominciato a operare ufficialmente dal 1 gennaio 2020. iKey: Non è esattamente l’anno migliore…è stato rimandato anche il vostro convegno annuale. Come pensate di recuperare questo momento formativo importante? G.C.: È vero, non è il momento più facile per tutti noi. Personalmente considero il momento storico come una sfida importante per riuscire ad individuare epromuovere anche nuovi progetti, continuando con tutti i nostri soci ad essere una grande squadra non solo all’interno dell’associazione, ma anche nei confronti del nostro Paese. Nello specifico, per quanto riguarda il nostro convegno annuale, Abbiamo intervistato il nuovo presidente di Ersi, Gianluca Cerlini, insidiatosi in un anno difficile ma che ha accolto come una sfida. E ci ha anche rivelato le nuove date del Convegno, appuntamento al 7-8 maggio 2021. Investire nella cultura della sicurezza avremmo potuto rimandarlo a dopo l’estate, ma i problemi in questo caso sarebbero stati diversi. Prima di tutto la ripresa delle attività, che essendo ancora un’incognita, ci avrebbe costretto probabilmente a rimandare continuamente la data dell’evento. Inoltre, dato che il convegno ha una portata internazionale, avremmo dovuto avere la certezza della ripresa e della libera circolazione verso l’Italia anche da parte dei nostri “colleghi” stranieri per garantire loro la partecipazione. Inoltre, crediamo che nel momento in cui si ripartirà a pieno ritmo, le aziende avranno certamente nuove priorità ritrovandosi a stravolgere le proprie strategie operative. In tutta questa incertezza abbiamo preferito rimandare il convegno al 2021, individuando già la data del 7-8 maggio. iKey: Le ferramenta hanno dichiarato una crisi dei prodotti legati alla sicurezza per la casa…come pensa si possa invertire questa tendenza che riguarda indirettamente anche le aziende? G.C.: Tornare a quello che intendiamo “normalità” ritengo sia molto difficile perché penso che sia stato stravolto il mercato della domanda e dell’offerta: probabilmente dovremo abituarci a meno incontri vis à vis e a molta più digitalizzazione con acquisti su piattaforme elettroniche e richiesta di nuove modalità di servizi. A partire dal lockdown, dove siamo stati costretti a modificare le nostre abitudini, anche l’offerta di prodotti e servizi si sono dovuti adeguare. Su questo argomento ci stiamo confrontando anche nel Consiglio Nazionale, cercando di trovare una linea comune su come operare, ma ovviamente la questione non è semplice. Ci sono delle considerazioni importanti da valutare: le necessità di sicurezza sono sempre presenti, ma a mio avviso non sono ancora regolamentate in maniera chiara ed efficiente. Migliorare il livello di difesa passiva della propria abitazione, smarrire le chiavi dell’automobile, della casa o della cassaforte, piuttosto che garantire il L’Intervista 16

17 supporto continuo alle Forze dell’Ordine, ai Vigili del Fuoco, nonché alle strutture ospedaliere, ai supermercati, alle banche, sono sicuramente alcuni esempi di quanto sia importante la nostra attività sul territorio. Inoltre, un altro esempio lo abbiamo vissuto in questo periodo emergenziale in alcune regioni con la necessità di accogliere il personale medico e paramedico nelle seconde case per motivi di salute. Questa attività ha ovviamente richiesto il bisogno di fornire nuove chiavi, sostituire serrature, installare soluzioni di controllo accessi, senza però riuscire sempre con facilità ad erogare il servizio. iKey: Va bene digitalizzare, ma la sicurezza è una di quelle merceologie che non può prescindere dalla consulenza... G.C.: Assolutamente…perché le soluzioni e i prodotti della sicurezza vanno pensati e consigliati a seconda delle specifiche esigenze. Spesso risulta indispensabile organizzare un sopralluogo per analizzare in maniera approfondita il contesto in cui si deve soddisfare una richiesta. Quello che risulta fondamentale è comprendere che la sicurezza non può essere improvvisata e richiede moltissima formazione tecnica ed esperienza sul campo. Infatti i nostri Serraturierie Tecnici di Casseforti, per rispondere perfettamente a questi requisiti, partecipano continuamente ad incontri formativi per migliorare le proprie competenze e abilità, garantendo anche l’affidabilità personale,in accordo con il nostro Codice Etico e con quanto previsto dalla Legge 4/2013 e dalla norma UNI 11557:2014, in modo da garantire un servizio ottimale e sicuro sul territorio. Ovviamente in questo momento storico particolare, abbiamo dei limiti negli spostamenti e quindi nella partecipazione fisica a incontri formativi e purtroppo non risulta sempre possibile approfondire su piattaforme digitali gli aspetti della sicurezza, legati spesso a dati e informazioni particolarmente sensibili. Per questo motivo è innegabile che alcune strade come la digitalizzazione possono facilitare alcuni aspetti, ma non risultare certamente una soluzione risolutiva. Per i nostri Serraturieri gli incontri formativi sono solamente rimandati, continuando a garantire la propria disponibilità sul campo, mettendo a disposizione il loro knowhow per cercare soluzioni affidabili per le singole esigenze. iKey: Ma il pronto intervento dei serraturieri rientra nei codici Atecoautorizzati ad operare? G.C.: Fino ad ora il problema principale è che non c’è ancora piena chiarezza sull’attività specifica dei Serraturieri. Esistono diversi codici con i quali le aziende del nostro settore sono registrate e possono operare, essendo il settore sicurezza passiva molto ampio. Qualcuno ha potuto operare direttamente, altri rientravano tra le attività consentite ad operare esclusivamente in seguito ad una comunicazione alla prefettura. Un obiettivo importante sarebbe certamente quello di poter operare in piena libertà, essendo riconosciuta l’importanza dell’attività del nostro settore. A tal proposito è nostro interesse attivarci nel contattare le Autorità e tutti gli enti preposti al fine di sensibilizzarlisull’importanza dell’attività dei Serraturieri. iKey: Un’ultima domanda, ci dica come trasformare questa crisi in opportunità? G.C.: Credo che una grande opportunità possa essere quella di contribuire a promuovere sul territorio una adeguata “cultura della sicurezza”. In Italia abbiamo poca sensibilità sull’importanza della sicurezza e questo lo dimostra il fatto che spesso ci rivolgiamo a figure improvvisate o poco preparateper individuare e installare soluzioni di sicurezza. È indispensabile quando si parla ad esempio del livello di sicurezza della propria casa, confrontarsi con veri professionisti preparati e corretti,che conoscano bene le diverse soluzioni esianosempre aggiornati su nuovi prodotti e soluzioni. Rivolgersi pertanto ai nostri Tecnici può aiutare certamente ad avere almeno una certezza in questo momentoestremamente complicato, pieno di dubbi e perplessità. Gianluca Cerlini Presidente Ersi

Ferramenta, distributori e aziende si stanno apprestando a vivere la cosiddetta Fase 2. In questo Speciale Covid-19 abbiamo raccolto tante testimonianze per conoscere il punto di vista dell’intera filiera. In generale abbiamo sentito forte e chiaro il concetto di non arrendersi e di trasformare questa esperienza in un’opportunità per crescere. Anche umanamente. TUTTA! 18 Avanti

19 C’è chi sta pensando di proporre il servizio di duplicazioni chiavi a domicilio e chi si sente una massaia per il tempo che quotidianamente impiega per disinfettare il negozio, c’è chi ha paura e chi è affronta l’emergenza con grande coraggio. Le interviste a otto punti vendita specializzati in sicurezza. Quelli che... non si sono mai fermati (o quasi) Come avete vissuto questo periodo di emergenza? Come penso la maggior parte degli italiani abbiamo vissuto con preoccupazione questo periodo. In ansia per la nostra incolumità e per quella dei nostri clienti, abbiamo sentito molto la responsabilità che gravava sulle nostre spalle di dover “proteggere” la salute dei nostri clienti e di conseguenza abbiamo lavorato con una maggior attenzione per minimizzare i contatti fisici e mantenere le distanze di sicurezza. Abbiamo creato dei percorsi per evitare assembramenti all’interno del punto vendita e adottato misure precauzionali con dispositivi di protezione individuale come mascherine, guanti monouso, visiere protettive. Inoltre abbiamo intensificato la disinfezione degli ambienti facendo particolare attenzione al bancone che è sicuramente il più facile mezzo di trasmissione del virus nel nostro ambiente. Abbiamo lavorato fino al Dpcm del 22 marzo poi ci siamo trovati costretti a chiudere, sia per le limitazioni del decreto stesso, sia perché ormai l’affluenza della clientela era ridotta ai minimi termini. Da poco abbiamo riaperto e più che altro forniamo sistemi di protezione individuale e disinfezione. Come è andata la vendita dei prodotti legati alla sicurezza negli ultimi due mesi? Per quanto riguarda la nostra realtà, le vendite si sono praticamente bloccate. Ora, a parte le urgenze di persone che hanno problemi con le serrature e quindi si trovano costretti ad intervenire, le richieste di prodotti di sicurezza e soprattutto le conversioni sono ferme. Penso che in un momento del genere le priorità delle persone siano diventate altre, mettendo anche in conto che molti in questo periodo si trovano in difficoltà economiche ed evitano di affrontare delle spese procrastinabili se non urgenti. Questa emergenza ha fatto salire alla ribalta nuove modalità di vendita: dall’e-commerce, alle consegne a domicilio, dai locker accessibili h24 all’utilizzo di whatsapp e messanger per gestire gli ordini. Cosa ne pensa? Avete attuato anche voi modalità differenti? Sì, sicuramente i canali telematici come WhatsApp e Messenger sono andati per la maggiore, ma anche gli ordini telefonici sono stati abbastanza utilizzati, visti il divieto agli spostamenti. Abbiamo cercato di venire incontro alle richieste della clientela dando la possibilità di ordinare tramite questi mezzi ed effettuando consegne a domicilio, abbiamo dovuto riorganizzare la nostra attività cercando un modo per essere utili e comunque performanti, anche se ovviamente speriamo di poter tornare presto alla normalità. Ferramenta Speciale Covid-19 Centro Serrature Novara Novara centroserraturenovara@gmail.com Risponde Stefano Città

20 Ferramenta Qual è la vostra strategia di vendita? Noi siamo specializzati in serrature e sicurezza, ma siamo un riferimento per altre categorie merceologiche che nessun altro commercializza. Per esempio noi abbiamo tutti i ricambi delle veneziane, dalle fettuccine ai meccanismi interni. Inoltre siamo rimasti tra i pochi a fare l’affilatura delle motoseghe. Il mio metodo di lavoro è quello di ascoltare le diverse esigenze dei clienti e andare incontro il più possibile. Questo significa anche andare a coprire delle nicchie di mercato rimaste vuote. Distinguersi è la parola d’ordine. Inoltre io credo che la formula vincente per una ferramenta sia essere un connubio di tradizioni e modernità. Quindi avere gli utensili per il lavoro in manuale insieme alle chiavi a controllo numerico o ai cilindri elettronici. Come vi siete strutturati in negozio in questo periodo? Non ho avuto necessità di fare lavori particolari o di contingentare gli ingressi perché l’ambiente è grande e l’affluenza in questi mesi è stata ridotta. Ho avuto difficoltà a trovare i Dispositivi di Protezione Individuale a prezzi buoni e io non mi sono fidato a vendere dei prodotti non certificati. Così ho evitato di venderli. È stato un gesto di rispetto verso la mia clientela. In termini di sicurezza come è cambiata la domanda? I problemi legati alla sicurezza sono stati sicuramente inferiori, stando tutti a casa. I furti sono stati quasi nulli. Noi abbiamo fatto solo interventi di carattere d’urgenza, dalle chiavi rotte nelle serrature alle porte bloccate. Abbiamo avuto tante richieste per sistemare anche la classica tapparella con la corda rotta. In questo momento stare chiusi in casa senza avere la possibilità di aprire la finestra è una tragedia… ferramenta la brugola Vercelli https://ferramenta-la-brugola.business.site Risponde Luca Francese

21 Speciale Covid-19 la cassa integrazione in deroga. All’interno del negozio abbiamo predisposto delle segnaletiche sul pavimento per il distanziamento dei clienti e abbiamo contingentato l’ingresso a pochi clienti (siamo partiti da 4 ai 2 odierni). Il negozio viene pulito con disinfettanti dopo la chiusura delle 12.30 e quella serale. Idem le postazioni in ufficio. Abbiamo anche predisposto gel igienizzanti sul bancone e guanti monouso a disposizione dei clienti. Inoltre abbiamo affisso comunicazioni all’entrata su come comportarsi all’interno del negozio per mantenere le distanze. Infine abbiamo installato sul bancone di vendita uno schermo parafiato in plexiglas a protezione. In questo periodo non ci sono state particolari richieste in ambito sicurezza. Anzi direi che è stato un settore decisamente in calo. Siete diventati più “digital”? Per come siamo strutturati l’e-commerce per noi è ancora un po’ complesso attivarlo. Sicuramente la richiesta di informazioni o di acquisto tramite social, WhatsApp e mail si è intensificata. Il cliente chiedeva la conferma della presenza del prodotto e in seguito si recava presso il nostro esercizio. Essendo un negozio storico possiamo articoli più specifici rispetto a una grande catena. Che cosa è successo dall’inizio dell’emergenza? Dopo il Dpcm del 12 marzo abbiamo continuato a restare aperti, poiché consentito, ma i nostri collaboratori sono stati messi in ferie. E così è stato fino alla fine di marzo. Nel frattempo io e il mio socio abbiamo continuato a gestire l’attività rimasta operativa anche se a regime ridotto. Dal primo aprile abbiamo attivato per i nostri dipendenti ferramenta bucchi Agrate Brianza (MB) www.bucchisnc.com Risponde Francesca Bucchi

22 Ferramenta Hanno consentito a noi ferramenta di restare aperte invitando però gli italiani a “stare a casa”. Tutto ciò ha avuto delle chiare ripercussioni: a oltre due mesi dall’inizio dell’emergenza, i nostri guadagni si sono ridotti in modo abbastanza drastico, ma nel nostro settore vantiamo di poter eseguire i lavori sulle porte blindate o comunque lavori a domicilio, i quali ci permettono di rimanere a galla tra una botta e un’altra. Quale è la formula giusta per ripartire? In questo periodo molti negozi hanno attivato consegne a domicilio o vendita al dettaglio con l’utilizzo dei web-store. Io ho mantenuto il mio contatto WhatsApp e telefonico reperibile H24, 7 giorni su 7 per poter aiutare i miei clienti anche con le serrande abbassate. In un momento così buio dobbiamo riuscire a mantenere i nervi saldi, avere la piena osservanza delle regole imposte e, soprattutto, tanta, tantissima forza di volontà. Come vi siete organizzati? Abbiamo avuto e abbiamo ancora timore, come tutti del resto... Questa è un’emergenza che sia a livello sociale sia economico sta mettendo in ginocchio un sacco di persone. La nostra attività ha chiuso per circa due settimane, per poi riaprire con l’orario esclusivamente mattutino, quindi dalle 9:00 alle 12:00, ma tenendo sempre i contatti telefonici reperibili qualora ci fosse la necessità. Dalla riapertura abbiamo effettuato degli “upgrade”, dalla catena divisoria per rispettare la distanza di sicurezza alla paratia in legno che divide noi dai clienti, dall’utilizzo meticoloso di guanti e mascherine all’ingresso al pubblico contingentato. Quali sono state le conseguenze di questa emergenza? La specializzazione in sicurezza vi sta aiutando? centro sicurezza eredi ceccolin Novara centrosicurezza3000@libero.it Risponde Giuseppe Ceccolin

23 Speciale Covid-19 serratura a domicilio solo in caso di assoluta necessità (per esempio il cliente chiuso fuori/dentro casa con porta bloccata). Il settore ferramenta ha risentito sicuramente meno della crisi. Siamo riusciti a mantenere le vendite nel settore casseforti e serrature antipanico/tagliafuoco. Ho approfittato di questo periodo di emergenza per fare ordine in magazzino e rivedere gli allestimenti… mai avrei pensato di avere tanto tempo a disposizione per farlo! Avete attuato modalità di vendita differenti? Momentaneamente non ho pensato di attuare modalità differenti di vendita, non credo sia possibile attivare l’ecommerce nel settore specialistico della sicurezza (porte blindate e serrature di fascia alta come ad esempio i cilindri meccatronici). La vendita va gestita con cura e professionalità per informare bene il cliente sulle caratteristiche del prodotto e comprendere anche quali siano le necessità dello stesso. Ci racconti di questo periodo… Durante il lockdown il negozio è rimasto aperto al mattino per servire i clienti privati nel caso di impreviste necessità e per articoli consentiti (il nostro codice Ateco lo permetteva) e al pomeriggio per servire artigiani e ospedali. Purtroppo si percepiva un’elevata tensione nell’aria, un senso di panico e di smarrimento e non sapendo come affrontare questo nemico invisibile mi sono attivato con degli interventi strutturali in funzione delle misure di prevenzione e contrasto alla diffusione del virus. Ho installato delle barriere in plexiglas quale distanziamento ulteriore tra me e i clienti, ho individuato e predisposto un percorso obbligato per entrare e uscire dal negozio e delle postazioni adesive a pavimento per i clienti in attesa. Come è andata la vendita dei prodotti legati alla sicurezza negli ultimi due mesi? In questo periodo sono crollate le richieste dei prodotti del settore sicurezza. Non dimentichiamoci che è consentito sostituire una ferramenta damiani Trieste Trieste - www.ferramentadamianits.it Risponde Claudio Damiani

24 Ferramenta se dobbiamo rimanere in casa e quindi l’introito maggiore che siamo abituati a fatturare è venuto a mancare. Inoltre le spese fisse e di gestione sono rimaste e sino a oggi siamo riusciti a sostenerle anche se con molte difficoltà costringendoci a sospendere e rimandare le scadenze con i nostri fornitori. Ovviamente, per stare al passo con il contenimento del virus siamo riusciti a rifornirci di tutti i Dispositivi di Protezione Individuale sia per noi che in vendita. Abbiamo già previsto una parete di protezione per il bancone che tuteli noi e i clienti che istalleremo nei prossimi giorni. Questo lungo tempo di “quarantena” ha stravolto abitudini ed esigenze. Per esempio, oggi gli italiani trascorrono molto più tempo in casa e presumibilmente accadrà anche nei prossimi mesi. Tutto ciò avrà delle conseguenze anche sulla domanda dei prodotti del settore sicurezza? Indubbiamente, restando a casa dovremmo sentirci al sicuro da attacchi di malintenzionati, ma non sempre è così se non disponiamo di adeguati e aggiornati dispositivi di sicurezza passiva e attiva. Credo, però, che la domanda su tali prodotti non sia così repentina fino ad avere una certezza lavorativa e quindi monetaria. Rimaniamo tutti sospesi in questo periodo di quarantena attendendo la ripresa del mercato. Ovviamente noi siamo pronti nel soddisfare qualsiasi richiesta e fornire ogni tipo di intervento e prodotti anche a domicilio. Avete attuato modalità di vendita differenti? Per la mia attività mi piacerebbe fornire la duplicazione chiavi anche a domicilio allestendo un furgone dedicato, ma non credo che la richiesta compensi l’esoso investimento necessario per attuare il progetto. Quali sono state le conseguenze dell’emergenza? Purtroppo questo periodo di emergenza ci ha letteralmente travolti a livello umano e commerciale. Noi siamo rimasti sempre aperti dopo la dichiarazione di pandemia avendo un codice Ateco come ferramenta al dettaglio e ingrosso. A prima vista potrebbe sembrare una fortuna, ma ahimè la nostra attività è basata unicamente sulla duplicazione chiavi (Key Point), vendita, assistenza, e pronto intervento H24 di serrature, casseforti e affini. Pertanto essendo cessata la filiera produttiva e almeno il 90% delle attività, “costringendo” la popolazione a stare a casa, gli ingressi e gli incassi si sono letteralmente azzerati. È intuibile che il pronto intervento è quasi inutile king key ex granocchia Terni info@kingkey.it Risponde Matteo Coglitore

25 Speciale Covid-19 Avete avuto molta richiesta di Dpi? La nostra ferramenta è ultra trentennale e tra i settori che trattiamo ci sono l’utensileria professionale, le vernici e l’antinfortunistica. Pertanto eravamo già dotati di una buona fornitura di Dispositivi di Sicurezza Individuale. A proposito di questo non capisco la riconversione immediata da parte di aziende che nella vita hanno fatto sempre altro e che oggi, subodorando il business, producono mascherine. Da buon professionista mi pongo dei dubbi sulla qualità di questi prodotti. Avete notato un modo nuovo di interfacciarsi con voi da parte dei clienti? In questo momento abbiamo registrato la tendenza a utilizzare maggiormente per gli ordini su WhatsApp e Messenger. Sono modalità immediate ed efficaci. Come avete vissuto questo periodo di emergenza? Siamo rimasti sempre aperti pur con orari ridotti. Sia dal punto di vista umano sia imprenditoriale è stato tutto molto difficile. Il clima di incertezza che abbiamo vissuto ci ha fatto temere per la nostra salute e gli introiti sono diminuiti. In negozio siamo diventati delle perfette massaie. Ogni giorno disinfettiamo a fondo tutti gli ambienti. Come è andata la vendita del settore sicurezza? C’è stato chiaramente un blocco perché anche da parte nostra c’era una maggiore diffidenza di entrare nelle case della gente o negli enti pubblici. Abbiamo gestito fondamentalmente le urgenze. Tutto ciò che era programmato invece lo abbiamo dovuto posticipare. ferramenta carbone Barletta www.ferramentacarbone.it Risponde Antonino Carbone

26 Ferramenta meccatronici, ma abbiamo avuto un azzeramento nelle richieste anche di questi prodotti. La gente non potendo uscire non aveva bisogno di sostituire la serratura e noi al contempo avevamo timore ad andare nelle case dei nostri clienti. Questa emergenza ha fatto salire alla ribalta nuove modalità di vendita: dall’e-commerce, alle consegne a domicilio, dai locker accessibili h24 all’utilizzo di WhatsApp e Messanger per gestire gli ordini. Cosa ne pensa? Noi al momento non abbiamo l’e-commerce ma ci stiamo attrezzando. Il campo della sicurezza però è talmente vario e con tante peculiarità e caratteristiche diverse che preferisco far venire i clienti nel nostro storico negozio-showroom dove può vedere, “toccare con mano” e provare tutti i prodotti. Abbiamo potenziato WhatsApp e Facebook per rispondere alle domande e richieste, invitando a rimandare l’acquisto a dopo l’emergenza. Abbiamo eseguito anche video chiamate e webinar. Penso siano mezzi utilissimi in questa situazione e perché no anche dopo la fase 2 perché permette un contatto immediato a distanza, sono un primo filtro, un primo step per capire e consigliare, ma il passo successivo sarà sempre a visita in negozio-showroom. Come avete vissuto questo periodo di emergenza? La situazione si è presentata subito paradossale. Nessuno si immaginava l’entità di questa tragedia sanitaria e quindi come tutti siamo rimasti i primi giorni esterrefatti e increduli. Abbiamo tenuto il negozio aperto fino al 10 marzo e abbiamo ultimato i lavori programmati. Ma i nostri clienti non potevano recarsi da noi e quindi abbiamo poi deciso di chiudere. In generale abbiamo eseguito tutte le procedure a tutela della clientela, provvedendo a mettere uno schermo in plexiglass sul bancone, installando una colonnina per il gel disinfettante e guanti, mettendo gli adesivi a terra per il distanziamento. Come è andata la vendita dei prodotti di sicurezza negli ultimi due mesi? Il settore sicurezza è da tempo preso di mira dall’ecommerce, molta gente compra in internet, ma se vuole competenza, professionalità e il prodotto giusto deve per forza avvalersi di professionisti che sicuramente ascoltando le specifiche esigenze possono consigliare il prodotto giusto e più pertinente, magari facendolo risparmiare. È ovvio che in questo strano periodo anche il settore sicurezza ha avuto un calo. Noi per esempio siamo specializzati in prodotti elettronici, cilindri ferramenta fusaglia Milano www.fusaglia.it Risponde Andrea Fusaglia

27 Speciale Covid-19 La Fase 2 è cominciata, ma questo lungo lockdown ha lasciato uno strascico economico importante. Oggi dobbiamo imparare a convivere con la presenza del coronavirus. Necessariamente devono cambiare le strategie, gli spazi devono essere riorganizzati e la sicurezza deve essere il focus centrale della ripartenza. Ecco quali sono i punti di attenzione da avere: 1. Home Delivery La consegna a domicilio è diventata una modalità che si è diffusa a macchia d’olio, coinvolgendo i negozi di ogni genere. È molto probabile che anche nella Fase 2 continuerà a essere richiesta. Ogni retail statico deve diventare dinamico. Non sarà più il cliente a dover entrare in negozio (o perlomeno non farà più sempre e solo quello), ma sarà l’esercente a dover andare con maggiore frequenza da lui. Una parte delle risorse umane impiegate per stare dietro il bancone quindi dovrebbe essere riconvertita per le consegne a casa. 2. Evolvere l’offerta merceologica Mascherine e disinfettanti sono i grandi protagonisti di questa emergenza. Molte ferramenta hanno dovuto dotarsene in abbondanza (con tutte le difficoltà di reperimento). Ma ci sono anche altri prodotti che sono stati particolarmente richiesti: vernici e utensili per la manutenzione della casa e del giardino. Non solo. Con lo smart working è salita anche la richiesta di materiale elettrico, come ciabatte e cavi. In generale i dettaglianti dovranno essere sempre più flessibili e attenti alle esigenze dei clienti. 3. Sicurezza, innanzi tutto Rimarrà come “conditio sine qua non” la richiesta di sicurezza, la salubrità prende le vesti dell’igiene, della pulizia richieste al prodotto e ai punti di vendita. Tra gli interventi che si possono fare citiamo: contingentare gli ingressi; far entrare solo le persone dotate di Dpi; predisporre gli articoli più altovendenti all’ingresso del negozio. 4. E-commerce e Multicanalità La pandemia è stata un fortissimo impulso per il commercio elettronico in Italia e nel mondo. L’e-commerce, rileva Netcomm, è il settore che crescerà di più (fino a +55%) a livello mondiale, seguito da modern food retail (fino a +23%) e vendita all’ingrosso di prodotti farmaceutici (fino a +15%). È importante quindi puntare ad avere un negozio virtuale efficiente da affiancare all’offerta merceologica tradizionale. Inoltre, per comunicare con i clienti è buona cosa utilizzare, oltre al telefono e alla mail, WhatsApp e Messenger. 5. Digital marketing Facebook, Instagram, Linkedin: in questi mesi di lockdown i Social sono stati ancora più al centro della comunicazione. Tante aziende hanno fatto webinar, dirette, video promozionali. Anche molte ferramenta si sono organizzate in tal senso. D’ora in poi è auspicabile avere una buona strategia di digital marketing per far crescere i propri followers e garantirsi maggiore visibilità. 6. Puntare al green e al made in Italy Questa emergenza ha sottolineato i problemi di sostenibilità e il lato B della globalizzazione. Pertanto potrebbe essere una buona idea spingere sui prodotti più “local”, a km 0, che abbiano caratteristiche ecologiche. Come far ripartire il business (anche con il Covid-19)

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