44 Correva l’anno 1927 quando Alessandro Morganti, abile fabbro, iniziò a costruire i primi utensili con i tradizionali magli a Prato San Pietro, Cortenova, in provincia di Lecco. Sono passati oltre novant’anni da allora e cinque generazioni, ma oggi la Morganti con il suo marchio Kapriol ha conquistato una posizione di primato indiscusso nei cantieri edili, in Italia e nel mondo (distribuisce in 70 Paesi), diventando sinonimo di qualità riconosciuta e di sicurezza, oltre che di innovazione e affidabilità. I quattromila prodotti presenti nei quattro cataloghi disponibili spaziano dagli utensili manuali all’abbigliamento, dagli elettroutensili ai dispositivi di protezione individuale. In quest’ultima categoria rientrano anche le mascherine protettive. Merce rara in questi tempi difficili che spesso fa rima con “business” e purtroppo anche con “speculazione”. Nel caso di Kapriol le mascherine sono state interamente donate alla comunità. Ed è anche per questa ragione che abbiamo contattato Stefano Morganti, Trade Marketing di Kapriol, nonché figlio di Alberto Morganti, AD dell’azienda. Stefano Morganti, Trade Marketing di Kapriol, azienda lecchese che produce oltre 4mila referenze, tra cui i dispositivi di protezione individuale, ci racconta di una speciale iniziativa di solidarietà e di un progetto pensato per il canale tradizionale. Alto tasso di umanità iKey: Stefano avete fatto un gesto molto generoso, ma non se ne è parlato molto. Ci racconti com’è andata. Stefano Morganti: Mio nonno diceva sempre che “il bene si fa in silenzio”. E noi siamo fatti così. Quando mio zio Franco (direttore generale di Kapriol, ndr) ha visitato l’ospedale di Lecco e ha visto la situazione drammatica che si stava vivendo con il Covid-19 abbiamo deciso di donare l’intera fornitura di mascherine (150mila) che avevamo in magazzino a chi si trovava in prima linea. Non ne abbiamo venduta neanche una. Abbiamo attivato una task-force di emergenza in collaborazione con la provincia di Lecco e organizzato squadre di sei persone per consegnarle agli ospedali, alle forze dell’ordine, alle case di riposo, alla protezione civile, ai vigili del fuoco. Anche ora stiamo collaborando con una fondazione del Lecchese per recuperare altre mascherine da diversi fornitori sia in Italia che all’estero così da donarle agli enti pubblici. Abbiamo messo a disposizione il nostro magazzino per gestire la raccolta. iKey: Avete anche chiuso l’azienda subito… S.M.: Sì lo abbiamo fatto già i primi di marzo, ben prima del decreto, e riapriremo, se si potrà, da metà aprile. È stata una questione di responsabilità in Aziende/Kapriol
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