35 serraturiere, molti credono che il nostro lavoro consista solo, o prevalentemente, nell’apertura tecnica delle serrature. In realtà questa è solo una minima parte, che oggi si esegue in modo abbastanza semplice, con attrezzature specifiche. Quando abbiamo cominciato a lavorare in questo settore, questi strumenti non c’erano. Servivano quindi molta esperienza, competenze tecniche, tanta pratica e una buona dose di intuito. L’apertura tecnica oggi è solo una parte del lavoro. Le conoscenze di un serraturiere specializzato devono spaziare in molti altri campi perché deve essere in grado di individuare la soluzione giusta tra molte esigenze diverse e molti prodotti disponibili sul mercato. Occorre fare formazione continua per essere in grado di risolvere i problemi reali, non solo quelli della perdita chiavi. Noi abbiamo conseguito delle certificazioni specifiche che attestano il nostro livello di competenza e ogni cinque anni dobbiamo superare un nuovo esame per verificare il nostro grado di preparazione. iKey: Collaborate anche con le aziende da cui acquistate i prodotti? G.Z.: Sì, c’è molta disponibilità e tanta collaborazione tra noi e i nostri fornitori. La conoscenza del prodotto è un altro aspetto fondamentale da cui un serraturiere specializzato non può prescindere. E in questo, ci tengo a ribadire, le aziende ci supportano davvero molto, facendo formazione, fornendoci istruzioni e dandoci tutte le indicazioni tecniche necessarie. Da parte nostra, assicuriamo serietà ed etica molto rigorose, mantenendo un’assoluta riservatezza, come si conviene alla figura del serraturiere. iKey: È anche un lavoro di squadra, dunque? G.Z.: La collaborazione è un grandissimo punto di forza di questo lavoro. E non solo con i fornitori, ma anche con molti colleghi e altri tecnici. Nella nostra zona c’è un grande scambio tra serraturieri, non c’è più la concorrenza di un tempo. Ci si aiuta serenamente e questo è un bellissimo aspetto della nostra professione. iKey: Come fate a stabilire la soluzione migliore per ogni cliente? G.Z.: Ci siamo accorti nel tempo che il nostro punto di vista di tecnici era sempre focalizzato sulle questioni legate alla sicurezza. Con l’esperienza, abbiamo capito che l’utente finale non ha la stessa visione. Magari è più interessato ad aspetti come la comodità, l’apertura da remoto o altre caratteristiche, che possono anche andare a scapito del livello di sicurezza stesso. L’apertura automatica può essere attivata con tecnologie molto sicure o con altre meno sicure ma più comode: sta a noi capire la necessità della porta e cosa interessa al cliente. Dobbiamo saper valutare tutte le casistiche e avere le competenze per trovare una soluzione al problema del cliente, sia esso un ente, una scuola, un ufficio, un privato o altro. Gi.Ma Sicurezza
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