46 Speciale DISEC Emanuela Dal Fabbro presidente del CDA iKey: Quali sono i principali vantaggi delle serrature meccatroniche rispetto ai sistemi meccanici tradizionali e quali scenari applicativi ne traggono maggiore beneficio? Emanuela Dal Fabbro: Le serrature – meccaniche, elettroniche o meccatroniche – rappresentano il primo baluardo contro l’intrusione. Noi progettiamo e realizziamo sistemi di protezione per serrature, studiati per aumentare la resistenza fisica e la sicurezza globale dell’accesso. I nostri dispositivi si integrano perfettamente con serrature tradizionali ed elettroniche, offrendo una barriera supplementare contro forzature, atti vandalici e sabotaggi. Perché una serratura, da sola, non basta. Le serrature, anche le più evolute, garantiscono apertura e chiusura in modo affidabile. Tuttavia, spesso segnalano un tentativo di effrazione solo quando l’attacco è già riuscito – cioè quando il malintenzionato ha già forzato o bypassato il sistema. Ecco perché sviluppiamo sistemi di protezione meccatronici: non solo aumentano la resistenza fisica, ma anticipano la rilevazione del rischio, avvisando in tempo reale di tentativi di manomissione, attacchi o comportamenti anomali, prima che il danno sia compiuto. Prevenire è meglio che segnalare a posteriori. I nostri dispositivi trasformano la serratura tradizionale da semplice punto di chiusura a nodo intelligente nella sicurezza dell’edificio. I nostri dispositivi si integrano perfettamente c on serrature tradizionali ed elettroniche, offrendo una barriera supplementare contro forzature, atti vandalici e sabotaggi iKey: Come stanno evolvendo le tecnologie di gestione e controllo degli accessi integrate nelle serrature meccatroniche, soprattutto in termini di connettività e interoperabilità con altri sistemi di sicurezza? E.D.F.: Nel contesto attuale, il semplice blocco fisico di una porta non è più sufficiente. Il controllo degli accessi è diventato una parte essenziale della sicurezza: sapere chi entra, quando e con quale autorizzazione è fondamentale per distinguere un errore innocuo da una reale minaccia. Che si tratti di un familiare sbadato che ha dimenticato di chiudere bene la porta, o di un intruso pericoloso che ha tentato un’effrazione, la differenza sta nell’informazione – e nella tempestività con cui viene rilevata e comunicata. I nostri sistemi di protezione meccatronici non si limitano a difendere: monitorano, rilevano, registrano e segnalano. Perché oggi la sicurezza è anche consapevolezza e controllo, non solo resistenza fisica. iKey: In che modo la crescente attenzione alla cybersecurity influenza la progettazione e lo sviluppo di soluzioni meccatroniche per la sicurezza fisica? E.D.F.: Oggi molte serrature elettroniche presenti sul mercato utilizzano standard minimi o inesistenti di sicurezza informatica. Prodotti economici, spesso importati, privi di reali schermature contro l’hacking, espongono gli utenti a rischi gravi – senza che questi ne siano pienamente consapevoli. Il problema? Il prezzo continua a guidare le scelte, anche quando si tratta di sicurezza. E le competenze tecniche necessarie per valutare davvero il livello di protezione di un dispositivo sono ancora poco diffuse tra il grande pubblico. Così, si parla di cybersecurity, ma poi: • accettiamo senza leggere le clausole di App e dispositivi connessi, • utilizziamo protocolli aperti o non cifrati nella domotica, • ci affidiamo a sistemi “smart” che possono essere aggirati da remoto con estrema facilità. Questa leggerezza si riflette anche nella sicurezza meccatronica, spesso implementata con protocolli pubblici, non protetti o facilmente replicabili. Noi crediamo che l’evoluzione debba andare di pari passo con la responsabilità. Per
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